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ISTITUTO PAOLO SEGNERI

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INTEGRAZIONE ED INCLUSIONE

L’integrazione degli alunni in situazioni di svantaggio cognitivo, fisico e culturale, è realizzata attraverso percorsi individualizzati, in stretta interazione tra famiglia, scuola e territorio.

Nel programmare gli interventi specifici, calibrati sulle esigenze e sulle potenzialità degli alunni, la nostra scuola supera la logica emarginante della coppia alunno-insegnante specializzato e si orienta verso esperienze didattiche alternative, che mettono in primo piano il ruolo attivo di tutti gli alunni all’interno della classe. Il tessuto dei rapporti amicali e solidali è la condizione per favorire l’apprendimento cooperativo e il tutoring, strumenti efficaci per lo sviluppo della persona nell’apprendimento, nella comunicazione e nella socializzazione. Nel predisporre la programmazione generale, il Gruppo H d’Istituto intende attivare, in sinergia con tutte le risorse della scuola e gli operatori esterni degli enti locali preposti, una piena inclusione dell’alunno disabile, intesa ad assicurare l’uguaglianza nella diversità. Per gli stranieri la scuola assicura:

1)l’inserimento attraverso l’accoglienza

2)l’alfabetizzazione con strumenti didattici flessibili che assicurino il raggiungimento degli standard minimi stabiliti dal Consiglio di classe

3) la collaborazione con le nuove famiglie in un’ottica di scambio interculturale.

La scuola che si intende realizzare, infatti, è una comunità di stimolo e sostegno per tutti gli allievi ed, in particolare, per i ragazzi con difficoltà. E’ nostra convinzione che l’integrazione non si esaurisca con l'inserimento nelle classi dei soggetti diversamente abili, ma è estremamente importante che l'accoglienza faccia rafforzare il senso di appartenenza e contribuisca alla concreta realizzazione del diritto allo studio costituzionalmente garantito. E', dunque, compito di ciascuna scuola predisporre le condizioni affinché a tutti gli alunni siano offerti i servizi più idonei a partire dall’assistenza di base che costituisce un’attività interconnessa con quella educativa e che deve coinvolgere tutte le risorse umane e, soprattutto, operatori che hanno maturato una consolidata esperienza nel campo delle disabilità e sanno interagire tra loro in modo sistemico per garantire la continuità degli interventi.

GRUPPO “H” DI ISTITUTO

Garantire le pari opportunità delle persone disabili vuol dire innanzi tutto assicurare e promuovere l’esercizio del diritto all’educazione, all’istruzione ed all’integrazione sociale, migliorare la loro integrazione e ridurre l’effetto disorientamento dei docenti curricolari e specializzati, svolgendo un’opera di Informazione/Formazione e di Consulenza riguardo la tematica dell’handicap.

La normativa italiana attraverso gli artt. 12, 13, 14, 15, 16, 17 della legge 104 del 1992, sancisce il diritto all’educazione e all’istruzione nelle istituzioni scolastiche di ogni genere e grado e stabilisce che “l’integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione”. Il profilo dinamico funzionale e il piano educativo individualizzato sono strumenti indispensabili per perseguire tale obiettivo.



1)l’inserimento attraverso l’accoglienza

2)l’alfabetizzazione con strumenti didattici flessibili che assicurino il raggiungimento degli standard minimi stabiliti dal Consiglio di classe

3) la collaborazione con le nuove famiglie in un’ottica di scambio interculturale.

La scuola che si intende realizzare, infatti, è una comunità di stimolo e sostegno per tutti gli allievi ed, in particolare, per i ragazzi con difficoltà. E’ nostra convinzione che l’integrazione non si esaurisca con l'inserimento nelle classi dei soggetti diversamente abili, ma è estremamente importante che l'accoglienza faccia rafforzare il senso di appartenenza e contribuisca alla concreta realizzazione del diritto allo studio costituzionalmente garantito. E', dunque, compito di ciascuna scuola predisporre le condizioni affinché a tutti gli alunni siano offerti i servizi più idonei a partire dall’assistenza di base che costituisce un’attività interconnessa con quella educativa e che deve coinvolgere tutte le risorse umane e, soprattutto, operatori che hanno maturato una consolidata esperienza nel campo delle disabilità e sanno interagire tra loro in modo sistemico per garantire la continuità degli interventi.

Negli articoli sopra menzionati vengono, inoltre, indicate delle azioni volte a garantire la piena integrazione, per quel che riguarda la scuola media superiore queste sono: la programmazione coordinata dei servizi scolastici con quelli sanitari, socio-assistenziali, culturali, ricreativi, sportivi e con altre attività sul territorio gestite da enti pubblici o privati; la dotazione alle scuole di attrezzature e sussidi didattici; attività di supporto mediante l’assegnazione di docenti specializzati, l’obbligo per gli enti locali di fornire l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale. Le modalità di attuazione dell’integrazione prevedono: attivazione di forme sistematiche di orientamento; organizzazione di attività educative e didattiche secondo i criteri di flessibilità, forme obbligatorie di consultazione tra insegnanti dei vari ordini e gradi scolastici al fine di garantire la continuità educativa.

Il Gruppo di lavoro per l’integrazione degli alunni diversamente abili (la cui costituzione è compresa tra gli obblighi che riguardano direttamente il Dirigente scolastico), rappresenta un importante strumento collegiale che presiede alla programmazione generale dell’integrazione scolastica e ha il compito di “collaborare alle iniziative educative e di integrazione previste dal piano educativo individualizzato (legge n. 104/1992, art.15, comma 2) dei singoli alunni.

Interviene per: [...]

DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO (DSA)

Per DSA si intende una serie di disturbi come la dislessia, la disortografia, la disgrafia, la discalculia e la disgnosia, che senza interessare il funzionamento intellettivo, riguardano le abilità di lettura, scrittura, calcolo e quella di conoscere e realizzare confronti e analogie operando con la mente. Essi si manifestano anche in presenza di un normale livello intellettivo, di un’istruzione idonea, di un’integrità neuro-sensoriale e di un ambiente socio-culturale favorevole e, per questo, sono stati, per molto tempo, ritenuti derivanti da mancanza di interesse o da scarsa applicazione allo studio, con conseguenze negative sull'alunno, sia di tipo psicologico che di rendimento scolastico. La nostra Istituzione scolastica accoglie studenti con DSA per i quali il collegio dei docenti e i consigli di classe di riferimento programmano e attivano le procedure utili all’integrazione sia sociale che didattica, guidando gli studenti nel loro percorso di crescita e, quindi, nel raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici. L'individuazione, tra gli insegnanti, di un tutor, consente la messa in atto di interventi adeguati e tempestivi e l'adozione di modalità didattiche specifiche, attraverso l'applicazione, fin da subito, di misure compensative e dispensative capaci di ridurre il disagio ed evitare l'insuccesso scolastico.

STRUMENTI DI INTERVENTO PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES)

La Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 ha definito gli strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali rimarcando la strategia inclusiva della scuola italiana al fine di realizzare appieno il diritto all’apprendimento per tutti gli alunni e gli studenti in situazione di difficoltà. La Direttiva ridefinisce e completa il tradizionale approccio all’integrazione scolastica, basato sulla certificazione della disabilità, estendendo il campo di intervento e di responsabilità di tutta la comunità educante all’intera area dei Bisogni Educativi Speciali (BES): situazioni di svantaggio sociale e culturale; disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici; difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. La Direttiva estende pertanto a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento, richiamandosi espressamente ai principi enunciati dalla Legge 53/2003, sia con l’attivazione di percorsi individualizzati e personalizzati e sia con l’adozione di strumenti compensativi e misure dispensative, come previsto dalla Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 che ha dato delle istruzioni operative per l’attuazione della Direttiva.